L’articolo analizza il processo di elaborazione e i contenuti della Convenzione delle Nazioni Unite sul crimine informatico, esaminando il contesto delle sfide globali poste dalla criminalità digitale e le tensioni geopolitiche che ne hanno accompagnato i negoziati. Dopo una premessa introduttiva, il contributo ricostruisce il complesso percorso negoziale che ha condotto all’adozione dello strumento convenzionale, evidenziando le divergenze tra gli Stati in merito a sovranità, sicurezza e diritti fondamentali. Vengono quindi esaminati l’architettura della Convenzione e i suoi profili innovativi, con particolare attenzione ai meccanismi di cooperazione internazionale. Non manca, poi, un confronto con la Convenzione di Budapest al fine di mettere in luce le differenze tra i due modelli normativi. Infine, l’articolo rappresenta le perplessità espresse dalle organizzazioni internazionali e dalla società civile, interrogandosi sulla capacità della Convenzione ONU di bilanciare efficacemente l’esigenza di cooperazione repressiva con la tutela dei diritti umani fondamentali.
The article analyses the drafting process and the content of the United Nations Convention on Cybercrime, examining the context of the global challenges posed by digital crime and the geopolitical tensions that accompanied its negotiation. After an introductory section, the contribution reconstructs the complex negotiation process that led to the adoption of the conventional instrument, highlighting the divergences among States with regard to sovereignty, security, and fundamental rights. It then examines the architecture of the Convention and its innovative features, with particular attention to the mechanisms of international cooperation. The article also includes a comparison with the Budapest Convention in order to highlight the differences between the two normative models. Finally, it presents the concerns expressed by international organizations and civil society, questioning the ability of the UN Convention to effectively balance the need for repressive cooperation with the protection of fundamental human rights.
