La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la tenuta degli ordinamenti costituzionali, trasformandosi in uno “stress test” per le garanzie democratiche. In tempi straordinariamente brevi, molti governi hanno incrementato il ricorso a sistemi algoritmici e soluzioni digitali – spesso integrate in infrastrutture proprietarie – la cui opacità ha limitato la trasparenza dei processi e la possibilità di un effettivo controllo democratico. Muovendo da un’analisi comparata, il contributo esamina i modelli adottati nell’Unione europea, negli Stati Uniti e in Cina, in relazione a due strumenti che sono stati utilizzati per contrastare la pandemia: le certificazioni digitali e il contact tracing, approfondendo le diverse strategie di governance algoritmica messe in campo nei tre contesti e valutando la tenuta degli assetti ordinamentali.
The Covid-19 pandemic has severely tested constitutional systems, turning them into a genuine “stress test” for democratic safeguards. Within an extraordinarily short time, many governments intensified their reliance on algorithmic systems and digital solutions – often integrated into proprietary infrastructures – whose opacity has limited procedural transparency and constrained effective democratic oversight. Building on a comparative analysis, this paper examines the models adopted in the European Union, the United States and China in relation to two key tools employed to address the pandemic: digital certificates and contact tracing. It explores the different strategies of algorithmic governance implemented in these three contexts and assesses the resilience of their institutional and legal architectures.
