La sezione monografica che qui si presenta, intitolata Intelligenza artificiale, decisione pubblica e stati di emergenza al tempo dello stato digitale, realizzata nell’ambito del PRIN 2020 “Decision-making in the Age of Emergencies” dall’unità dell’Università di Napoli “L’Orientale”[1], intende offrire una riflessione critica su uno dei nodi centrali del diritto contemporaneo: l’impatto delle tecnologie algoritmiche sull’esercizio della funzione pubblica e, in particolare, sulla gestione delle situazioni emergenziali. Negli ultimi anni, il ricorso a strumenti digitali e a sistemi di intelligenza artificiale (IA) si è intensificato in modo significativo, fino a divenire un tratto distintivo della trasformazione in atto delle amministrazioni pubbliche e delle modalità di esercizio del potere statale. L’accelerazione prodotta dalle recenti crisi globali – dalla pandemia da Covid-19 alle sfide poste dai mutamenti climatici, fino ai rischi di natura geopolitica e securitaria – ha reso evidente come le emergenze costituiscano non soltanto un banco di prova per gli ordinamenti costituzionali, ma anche un terreno privilegiato per la sperimentazione di nuove tecniche di governo fondate sulla raccolta massiva dei dati, sulla loro elaborazione algoritmica e sull’uso di strumenti di supporto decisionale.
In tale contesto, la riflessione giuridica comparata si rivela essenziale. Le esperienze maturate nei diversi ordinamenti mostrano approcci eterogenei rispetto all’integrazione degli strumenti di IA nei processi decisionali pubblici, mettendo in luce sia opportunità di razionalizzazione e di efficienza, sia rischi connessi alla tenuta dei principi fondamentali dello Stato di diritto. La comparazione consente, da un lato, di individuare tratti comuni nell’evoluzione delle pratiche amministrative digitalizzate; dall’altro, di cogliere le differenze derivanti dalle tradizioni costituzionali, dai modelli di amministrazione e dalle culture giuridiche che plasmano l’uso dell’IA nelle decisioni pubbliche. In particolare, emerge il rischio che le situazioni di emergenza, intese come momenti di eccezione rispetto all’ordinario funzionamento delle istituzioni, diventino lo spazio privilegiato per introdurre strumenti tecnologici altamente invasivi, destinati poi a consolidarsi anche al di fuori della contingenza emergenziale.
Questo spazio monografico affronta tali questioni con un taglio prevalentemente di diritto pubblico comparato, esplorando il rapporto tra tecnologie digitali, principi costituzionali e garanzie democratiche. Vengono indagati i profili problematici legati al principio di legalità e di trasparenza, al rispetto dei diritti fondamentali – in particolare alla protezione dei dati personali e al divieto di discriminazioni – e al ruolo imprescindibile della supervisione umana. Particolare attenzione è dedicata al modo in cui gli ordinamenti stanno reagendo alle sfide poste dal cosiddetto stato digitale, nel quale la legittimità della decisione pubblica non dipende più soltanto dalla conformità alle regole procedurali e sostanziali, ma anche dall’affidabilità tecnica e dall’intelligibilità degli algoritmi che la orientano.
Il contributo dei diversi autori qui raccolti intende offrire strumenti teorici e pratici per valutare l’impatto dell’IA sulle decisioni pubbliche e, più in generale, sul rapporto tra emergenza e ordinamento. L’obiettivo è duplice: da un lato, contribuire alla comprensione di un fenomeno che sta rapidamente ridisegnando le categorie tradizionali del diritto costituzionale e amministrativo; dall’altro, sollecitare una riflessione critica sul rischio di una “normalizzazione” dell’eccezione tecnologica, nella quale la logica emergenziale diventa il pretesto per introdurre forme di governo algoritmico difficilmente reversibili.
[1] PRIN 2020 “Decision-Making in the Age of Emergencies. New Paradigms in Recognition and Protection of Rights [DeMa]” – CUP C61B22002230001.
